Sono passati 244 anni da quando Cesare Beccaria ha messo in discussione la validità della pena di morte e ancora oggi questo è un tema molto discusso dai governi di tutto il mondo.
Vi pare giusto che uno Stato si arroghi il diritto di dare la morte a un suo cittadino?
Ecco a voi due esempi:
• 24 gennaio 1989, il serial killer Theodor Robert Bundy è stato giustiziato sulla sedia elettrica in Florida, Stati Uniti, perché è stato riconosciuto colpevole di tre omicidi ma lui stesso, poco prima dell’esecuzione, ha confessato di aver ucciso più di venti ragazze
• 8 febbraio 2002, il serial killer veronese Gianfranco Stevanin è condannato all’ergastolo dopo esser stato riconosciuto colpevole di cinque omicidi.
Chi è a favore della pena di morte sicuramente dirà che Theodor merita che qualcuno gli tolga il diritto alla vita esattamente come lui ha fatto ma, seguite questo ragionamento: coloro che hanno avuto il compito di azionare la sedia elettrica sono comuni cittadini e questi uccidono un loro simile. Ne converrete che dopo aver eseguito il compito a loro assegnato dallo stato, secondo la legge, si sarebbero macchiati di omicidio premeditato e quindi si troverebbero esattamente sullo stesso piano del condannato da un punto di vista della loro coscienza. La differenza sta nel fatto che i boia in questione sono stati incaricati dal governo e che il loro lavoro non è visto come un barbaro abuso di potere ma come una mansione comune tuttavia, se un individuo fa il serial killer per mestiere viene condannato. Cosa ne risulta? La legge non è uguale per tutti.
Nel film Il Miglio Verde uscito nel 1999 viene narrata la storia di John, un uomo che, nonostante non sia colpevole degli omicidi di cui è stato accusato, per colpa di un errore giudiziario, accompagnato da un profondo odio razziale, viene condannato a morte. I genitori delle vittime si sentiranno appagati perché ora sanno chi incolpare ma il male che è stato fatto ai loro cari non potrà mai essere cancellato e per di più ora la loro ricerca di giustizia si macchia col sangue di un innocente.
I paesi che mantengono la pena di morte non hanno meno delitti degli altri paesi dove invece l’hanno abolita infatti, mantenendo ancora un riferimento al reato commesso negli esempi sopra citati, gli Stati Uniti contano nelle loro carceri e nel Braccio della Morte più del 60% dei serial killer mondiali mentre l’Italia supera di poco il 5%; quindi, mi pare che la scusa di usare la pena capitale come deterrente per distogliere i cittadini dal commettere delitti analoghi sia piuttosto fiacca: se ne commettono ancora.
Se lo Stato ammette ancora una simile pratica non per dare un buon esempio ma piuttosto per creare spettacolo allora magari lo farà per questioni economiche... no, nemmeno questa motivazione regge. I detenuti del Braccio, ovvero quelli che sono in attesa dell’esecuzione, non svolgono nessuna mansione durante l’internamento e quindi sono solo di peso allo stato. Piuttosto di uccidere i condannati credo sia più utile internarli in strutture di detenzione nelle quali sono obbligati a svolgere dei mestieri; lavorando, il loro mantenimento non graverebbe sull’economia dello stato in cui sono detenuti e fornirebbe una fonte di distrazione dalla monotonia.
martedì 30 dicembre 2008
lunedì 8 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
go and catch a falling star
John Donne_ Song
GO and catch a falling star,
Get with child a mandrake root,
Tell me where all past years are,
Or who cleft the devil's foot,
Teach me to hear mermaids singing,
Or to keep off envy's stinging,
And find
What wind
Serves to advance an honest mind.
If thou be'st born to strange sights,
Things invisible to see,
Ride ten thousand days and nights,
Till age snow white hairs on thee,
Thou, when thou return'st, wilt tell me,
All strange wonders that befell thee,
And swear,
No where
Lives a woman true and fair.
If thou find'st one, let me know,
Such a pilgrimage were sweet;
Yet do not, I would not go,
Though at next door we might meet,
Though she were true, when you met her,
And last, till you write your letter,
Yet she
Will be
False, ere I come, to two, or three.
è vero, non sempre le donne sono sincere...hanno quel non so cosa che le porta a mentire o a fare piccoli travisamenti della realtà...
GO and catch a falling star,
Get with child a mandrake root,
Tell me where all past years are,
Or who cleft the devil's foot,
Teach me to hear mermaids singing,
Or to keep off envy's stinging,
And find
What wind
Serves to advance an honest mind.
If thou be'st born to strange sights,
Things invisible to see,
Ride ten thousand days and nights,
Till age snow white hairs on thee,
Thou, when thou return'st, wilt tell me,
All strange wonders that befell thee,
And swear,
No where
Lives a woman true and fair.
If thou find'st one, let me know,
Such a pilgrimage were sweet;
Yet do not, I would not go,
Though at next door we might meet,
Though she were true, when you met her,
And last, till you write your letter,
Yet she
Will be
False, ere I come, to two, or three.
è vero, non sempre le donne sono sincere...hanno quel non so cosa che le porta a mentire o a fare piccoli travisamenti della realtà...
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